L’attualità del Direct Mail per la comunicazione dopo il lockdown

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L’attualità del Direct Mail per la comunicazione dopo il lockdown

Mentre ancora stiamo aspettando che la curva dei contagi da COVID-19 prenda una decisa curva discendente per entrare tranquilli nella Fase 2, per la maggior parte delle aziende è il momento di completare il percorso di sopravvivenza e mettere a punto le proprie strategie di recupero e sviluppo.

Nel nuovo scenario sappiamo che le regole di distanziamento sociale sono destinate a durare ancora per diverso tempo e comunque atteggiamenti, attitudini e propensioni sono già cambiati in modo irreversibile.

Il distanziamento sociale ha promosso in modo potente la digitalizzazione e il business online e nessuno pensa che ci sarà un ritorno indietro significativo. Le esperienze guidate dal digitale diventeranno ancora più popolari e crescerà la richiesta di opzioni di contatto da casa e senza contatto diretto.

Il tema fondamentale è: portare il tuo business a casa delle persone. E, se questo è l’obiettivo, quali sono i modi migliori per farlo?

Il Direct Mail per dare importanza al messaggio

Dal momento che l’affollamento della comunicazione digitale crescerà in modo esponenziale, diventerà davvero difficile trovare lo spazio necessario per farsi ascoltare e catturare un minimo di attenzione. Per questo è il momento di riconsiderare il Direct Mail per dare importanza al proprio messaggio e dimostrare un’attenzione “tangibile” ai propri clienti.

Il punto di partenza per prendere in considerazione il Direct Mail è la sua capacità di generare il più alto tasso di risposta, ben di più dei mezzi digitali già prima dell’arrivo della pandemia.

La tabella presenta i dati dell’ultima rilevazione disponibile al 2018 di DMA, Direct Marketing Association – ANA Data & Marketing Association, la ricerca annuale di rilevazione sulle performance dei mezzi di comunicazione diretta.

statistiche direct mail

Non solo il Direct Mail ha la percentuale più alta di risposte, ma ha visto anche una crescita dei tassi di risposta, in controtendenza rispetto – per esempio – all’email marketing. La spiegazione è semplicissima. La risposta ai messaggi postali è così tanto più elevata per due fondamentali motivi:

  • l’affollamento molto minore del mezzo, che genera maggiore attenzione e quindi favorisce la possibilità di entrare nel contenuto del messaggio;
  • la consapevolezza da parte dell’utente che un’email viene spesso inviata indipendentemente dalla rilevanza effettiva per il ricevente (costo unitario trascurabile), mentre il mailing è un gesto di attenzione e un segnale che il messaggio viene considerato importante da chi lo manda (costo unitario significativo).

Se è condivisibile che ciò che conta non è il costo contatto, ma il costo di acquisizione della risposta, il Direct Mail può e deve trovare un suo spazio crescente nella comunicazione delle aziende, specialmente verso target mirati e di alto valore.

Se lo scopo è di entrare a casa delle persone, comunicare in modo approfondito e generare risposte, il mailing ha tutte le carte per giocare in squadra e diventare un mattone importante di ogni strategia media di successo.

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