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Bio packaging, la nuova frontiera del packaging sostenibile

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Bio packaging, la nuova frontiera del packaging sostenibile

Eco friendly: è la parola d’ordine quando si parla di packaging del futuro. La tendenza, infatti, è quella ad utilizzare materiali non solo sostenibili, ma sempre più naturali. Le frontiere del bio packaging sembrano essere infinite. Tanti sono i nuovi materiali, naturalmente a impatto zero, che trovano impiego in questo settore di produzione. Quali saranno le prossime conquiste della rivoluzione verde, che vede protagonista tutto il settore dell’imballaggio, a partire dalle più grandi aziende del settore? Scopriamolo.

Green packaging: un viaggio nei nuovi materiali, tra terra e mare

È un vero e proprio boom, quello del packaging sostenibile, destinato a diventare sempre più grande e affermato. È la testata statunitense Market Watch a prospettare una evoluzione esponenziale, a livello globale, di ben 154 miliardi di dollari entro il 2028 (+60% rispetto al 2021), attestandosi a quota 413 miliardi di dollari. A dare maggiore consistenza a questa prospettiva è Packaging World, mensile tematico sempre aggiornato sugli ultimi sviluppi nel settore degli imballaggi, che dalle sue pagine ci racconta che sono tanti e sempre nuovi i materiali naturali che trovano collocazione e utilizzo nella produzione del green packaging. Si tratta di materiali del tutto inconsueti e, quasi, rivoluzionari.Il viaggio “green” alla conquista degli imballaggi naturali ha un’unica destinazione ma si compie attraverso due diversi itinerari. Il primo, via “terra”, vede protagonisti fibre di legno, funghi, semi di cacao; l’altro, via mare, è con alghe e sabbia a farsi strada. Questo soprattutto grazie a una serie di studi e di ricerche condotti a livello universitario in diverse parti del mondo, dall’Europa all’Asia.

È stata messa a punto dall’università finlandese di Espoo, per esempio, una miscela composta da fibra di legno, lignina e nanoclay, mistura ottenuta dall’unione di acqua e argilla, utilizzata anche come fertilizzante naturale. Mentre, invece, è il National Institute of Ocean Technology, in India, ad aver studiato ed introdotto l’utilizzo delle alghe marine per la produzione di imballaggi naturali.

Altre sono le materie il cui utilizzo, in prospettiva, vedrà un impiego crescente nell’ambito del packaging. Tra queste i semi di cacao, le bucce d’avena risultanti dalla macinazione del frumento. Abbinato a sabbia e acqua, anche il cemento e la plastica raccolta negli oceani e riciclata si trasformano in materiale “verde”, da impiegare nel packaging, a riprova di quanto la sfida del packaging green si attui su terreni sempre nuovi ed inconsueti.

Bio packaging: un’esigenza green del popolo young

A influenzare il mercato del bio packaging è, senza dubbio, l’orientamento del consumatore. Anche su questo argomento è Packaging World a darci una panoramica in merito, riportando una serie di dati assai significativi. Da un’indagine condotta dal periodico di settore emerge che il 71% degli intervistati prende in considerazione un determinato prodotto, se il suo packaging è riciclabile. In caso contrario, ovvero se un packaging non è riciclabile, solo 1 consumatore su 4 lo acquista, mentre il 47% lo acquista non volentieri e il 22% cerca, infine, una alternativa sostenibile, nell’ambito della categoria merceologica di riferimento. Sono soprattutto i giovani ad avere a cuore il tema della sostenibilità degli imballaggi. Secondo uno studio pubblicato da The Harvard Business Review è ben il 65% dei giovani consumatori, infatti, a preferire brand che hanno come valore aziendale la sostenibilità dell’azienda.

La nostra azienda, che ha nel proprio know how la propensione ad accogliere le sfide poste dell’innovazione nel settore, guarda con grande attenzione alla rivoluzione green del packaging, per dare sempre maggiore valore al proprio brand ma, soprattutto, alle esigenze del consumatore.